{"id":19,"date":"2019-09-10T22:36:41","date_gmt":"2019-09-10T20:36:41","guid":{"rendered":"https:\/\/amicidisanpietro.wordpress.com\/?page_id=19"},"modified":"2024-02-20T12:22:04","modified_gmt":"2024-02-20T11:22:04","slug":"arte-e-storia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.amicidisanpietro.it\/en\/arte-e-storia\/","title":{"rendered":"Historical background"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-media-text is-stacked-on-mobile is-vertically-aligned-top\" style=\"grid-template-columns:65% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.amicidisanpietro.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/cenni-storici-2-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3198 size-full\" srcset=\"https:\/\/www.amicidisanpietro.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/cenni-storici-2-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.amicidisanpietro.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/cenni-storici-2-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.amicidisanpietro.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/cenni-storici-2-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.amicidisanpietro.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/cenni-storici-2-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.amicidisanpietro.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/cenni-storici-2-2048x1365.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi arriva per la prima volta sin qui, dopo essersi ripreso un po\u2019 dalla fatica che richiede il sentiero montano percorso fra i boschi e dal primo stupore nel trovarvi un monumento di straordinaria ed originale bellezza ed imponenza, si chiede quando e chi mai ha avuto l\u2019idea di realizzarlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rispondere con semplicit\u00e0 e brevemente a questa domanda non \u00e8 possibile, dal momento che dovremmo ripercorrere la storia di questi luoghi a partire da et\u00e0 lontanissime, che risalgono addirittura all\u2019et\u00e0 del rame. Basti ricordare che qui si sono susseguite le presenze di<strong> Liguri<\/strong>, <strong>Celti<\/strong>, <strong>Romani<\/strong>, <strong>Goti<\/strong>, <strong>Bizantini<\/strong>, <strong>Longobardi<\/strong> ed infine dei <strong>Franchi<\/strong>\u2026<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 soprattutto per\u00f2 il periodo di permanenza dei <strong>Romani<\/strong> che ha dato il nome ed una impostazione caratteristica e particolare al territorio. Essi, infatti, stabilirono qui un tratto della linea di difesa militare che, a partire dal Castello di Lecco, controllava il territorio fino a Castelmarte, presso Erba per raggiungere quindi la citt\u00e0 fortificata di Como, porto militare per il controllo del Lario. Una serie di posti di guardia minori, situati a mezza costa sulle pendici dei monti per evitare le nebbie invernali, completavano la linea di difesa trasmettendo segnali luminosi nel caso dal confine settentrionale giungesse qualche pericolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La stessa linea di difesa sovrastava una strada che, alle sue origini, aveva la lontana citt\u00e0 di Aquileia. Nel tratto relativo a questo territorio partiva da Bergamo, superava l\u2019Adda al ponte in pietra d\u2019Olginate, risaliva fino alla sella di Galbiate, che sta di fronte a noi, quindi, contornando la parte settentrionale del lago, superava la collina di Civate e si avviava ad ovest verso Castelmarte e poi Como.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto di transito di questa strada sul piccolo fiume emissario del lago di Annone, dove si trovava un ponte, era la <em><strong>Clavis<\/strong><\/em>, cio\u00e8 il punto di passaggio obbligato controllato da un posto di guardia militare. \u00c8 appunto da <em>Clavis<\/em> che deriver\u00e0 prima <em>Clavate<\/em> e poi, nel tempo, <em>Civate<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto ci\u00f2 rest\u00f2 praticamente invariato col successivo arrivo dei Goti, dei Bizantini e dei Longobardi\u2026 E proprio alla fine del regno di questi ultimi sorge il pi\u00f9 antico insediamento di monaci a San Pietro al Monte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I Longobardi, da tempo stanziati sul territorio, iniziarono via via una politica di integrazione con la popolazione locale convertendosi al cristianesimo. In queste regioni, lontane dalle grandi citt\u00e0, solo i monaci potevano svolgere quest\u2019opera di pacificazione ed i Longobardi favorirono dunque la costruzione di monasteri sulla linea di confine ai piedi delle Alpi, a partire dal monastero di Non, in Trentino, sino alla Novalesa o la Sacra di San Michele ad occidente.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fu cos\u00ec che, verso la fine stessa del regno Longobardo, nella seconda met\u00e0 dell\u2019VIII secolo, sorse un primo esiguo monastero dedicato a San Pietro e Paolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">The <a href=\"https:\/\/www.amicidisanpietro.it\/en\/arte-e-storia\/la-leggenda\/\" data-type=\"page\" data-id=\"233\"><strong>leggenda<\/strong><\/a> narra che fosse stato proprio Desiderio a costruirlo, per compiere un voto fatto dal figlio, Adalgiso, rimasto accecato durante una battuta di caccia al cinghiale e poi miracolosamente guarito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da allora il monastero ha vissuto altre ricostruzioni nel secolo IX e poi tra il X ed XI secolo, trasformandosi nella meravigliosa architettura romanica che ancora oggi possiamo ammirare. Fino al X secolo c\u2019era solamente la basilica ed un semplice monastero, le cui costruzioni erano tutte addossate alla parete settentrionale della chiesa. Nell\u2019XI secolo si apr\u00ec l\u2019ingresso attuale, fu costruito lo scalone ed il pronao semicircolare e fu innalzato<strong> <\/strong>l\u2019<strong><a href=\"https:\/\/www.amicidisanpietro.it\/en\/arte-e-storia-struttura-architettonica\/oratorio-di-san-benedetto\/\" data-type=\"page\" data-id=\"145\">oratorio di San Benedetto<\/a><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E cos\u00ec \u00e8 stato finch\u00e9, forse dopo la sconfitta a Legnano del Barbarossa, di cui l\u2019abate era fedele vassallo, i Comuni con a capo l\u2019arcivescovo di Milano hanno distrutto tutte le parti d\u2019abitazione del monastero. \u00c8 rimasta solo la chiesa: la casa di Dio.<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2560\" height=\"1707\" src=\"https:\/\/www.amicidisanpietro.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/cenni-storici-1-scaled.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3197\" srcset=\"https:\/\/www.amicidisanpietro.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/cenni-storici-1-scaled.jpg 2560w, https:\/\/www.amicidisanpietro.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/cenni-storici-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.amicidisanpietro.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/cenni-storici-1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.amicidisanpietro.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/cenni-storici-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.amicidisanpietro.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/cenni-storici-1-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.amicidisanpietro.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/cenni-storici-1-2048x1365.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Intanto per\u00f2 i monaci avevano gi\u00e0 costruito da tempo il <strong>monastero a valle di San Calocero<\/strong>, che si pu\u00f2 distinguere ancora nel mezzo del borgo di Civate. Ma questa \u00e8 un\u2019altra storia\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><em>I testi riportati sono tratti liberamente da &#8220;Un monastero sulla montagna&#8221; di Carlo Castagna e da &#8220;Itinerario d&#8217;arte nel comune di Civate&#8221; di Francesca Mauri, ed. Comune di Civate, 2004. Fotografie a cura dell&#8217;Associazione Amici di S. Pietro.<\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi arriva per la prima volta sin qui, dopo essersi ripreso un po\u2019 dalla fatica che richiede il sentiero montano percorso fra i boschi e dal primo stupore nel trovarvi un monumento di straordinaria ed originale bellezza ed imponenza, si chiede quando e chi mai ha avuto l\u2019idea di realizzarlo. 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