chiesa di s.calocero

storia


La fondazione della chiesa di S.Calocero, in stretta relazione con la chiesa di S.Pietro al Monte, si fa risalire al tempo del vescovo AngilbertoII che avrebbe trasportato le reliquie del santo martire da Albenga, per sottrarle alla profanazione dei musulmani che erano alle porte.
Tuttavia il nome del monastero di S. Calogero accanto a quello di S Pietro compare solo in un documento del 1018, anno in cui sale alla cattedra di arcivescovo di Milano Ariberto, ragion per cui molti studiosi attribuiscono a questo arcivescovo il trasporto del corpo di S.Calocero da Albenga a qui.
 Alcuni frammenti architettonici fanno risalire al IX sec. le origini dell'abbazia e a questo periodo appartengonoframmenti di sculture, probabilmente plutei o cancelli per recingere il presbiterio , oggi conservati in un locale a lato della cripta.
Si può ipotizzare allora che nel IX secolo ci fosse una chiesa più piccola , che sia stata edificata la chiesa attuale nel sec XI e che sia stata ampliata e decorata alla fine del XI sec
Non ci è dato saper quali fossero le dimensioni del monastero , ma sicuramente era un vasto edificio viste le dimensioni notevoli della chiesa .Sicuramente esisteva già nel XII sec. il doppio chiostro.
Dopo il sec XIII inizia per l'abbazia il decadimento.Mentre la chiesa alpestre riuscirà a salvarsi dai rifacimenti, la chiesa al piano viene ampiamente rimaneggiata.
Non c'è più, dopo il XI sec. un abate residente ma abati commendatari che non sono più residenti ma riscuotono le rendite e sovrintendono alla sua conservazione.Il più famoso fu il card.Ascanio Sforza che fece restaurare la chiesa come risulta da una iscrizione sull'architrave della porta principale in cui si dice che fece fare l'elegante portale e il soffitto della chiesa. Ci furono poi il cardinale Antonio Trivulzio ( due lapidi lo ricordano sul muro del chiostro) e il nipote Filippo Trivulzio.Dopo i Trivulzio arrivò Niccolò Sfrondati  divenuto papa nel 1590 col nome di Gregorio XIV che chiamò a Civate gli Olivetani per carenza di vocazioni tra i Benedettini. Essi diedero mano al rifacimento del monastero.
Sappiamo che la chiesa del monastero serviva anche per tutte le celebrazioni della comunità cui presiedeva un vicario arcivescovile ma la convivenza tra monaci e clero secolare non era pacifica e a volte scoppiavano furiosi litigi.N el 1734 il cardinale Erba- Odescalchi volle periò che fosse  trasportata la cura d'anime dal monastero alla chiesa dei S.S. Vito e Modesto , una piccola chiesa che venne allo scopo ampliata anche con il contributo economico dei monaci.
La riforma dei monasteri voluta da Maria Teresa d'Austria, diede un duro colpo all'abbazia civatese ma sorte ancora peggiore gli toccò dopo la rivoluzione francese e l'avvento di Napoleone. Il monastero  fu soppresso e venduto a privati (fam. Zuccoli, fam.Demeister, dr. Emilio Nava.) Gli arredi furono in parte venduti, alcuni finirono nella Parrocchiale come la statua lignea dell'Addolorata.
Rimasero il campanile e le campane: il primo fu abbattuto nel 1896 perchè ritenuto pericolante e le seconde svendute.
L'edificio messo in vendita nel 1930, fu acquistato da Mons. E. Gilardi che ne fece una casa di riposo per ciechi prima di guerra e poi civili. Ora è casa di riposo per anziani.



interno

Originariamente  la chiesa si presentava con pianta basilicale divisa in tre navate di uguale lunghezza terminanti con abside semicircolare. Le absidi originali terminavano a livello dell'abside della navata nord, ora inglobata in un edificio. La copertura era a capriate e la navata centrale presentava sul lato sud 5 finestrelle alte e strette.
In un secondo tempo il presbiterio venne sopraelevato  per far posto alla cripta e  allungato per aggiungervi un profondo coro ( fine XI sec. ).
Ora si nota la differente altezza della navata sud che fu rialzata forse in concomitanza alla costruzione del chiostro esterno superiore e accorciata forse per creare un collegamento con il chiostro.Sono poi state chiuse le ultime due campate delle navate laterali per cui non vediamo più le due absidi laterali.
La copertura delle navate  a volta ha abbassato il soffitto e  ha interrotto il ciclo di affreschi sulle pareti. Parte di essi si vedono dalla chiesa, altre solo dal sottotetto.Le storie raffigurate dovevano essere divise su due registri, separati tra loro da due motivi a greca e proseguivano anche sulla controfacciata. Il fregio superiore, più alto dell'inferiore, era intervallato da figure di animali, uccelli per lo piu'.
Sulla parete Nord , iniziando dalla controfacciata, sono narrate le storie di Mose' e Aronne e la liberazione del popolo di Israele dalla schiavitu' dell'Egitto ( Esodo cap. VII-XVI )
Sulla parete sud storie tratte dal libro di Giosuè, dei Giudici, dei Re.
Tema del progetto è la redenzione ottenuta attraverso la fede e il battesimo
Tutte le scene raffigurate  fanno  riferimento anche a un passo della lettera agli ebrei (cap.11) nel quale si fa un elenco di esempi di fede di personaggi dell'antico testamento tra cui Mosè, Giosuè, Raab. Gedeone, Sansone, proprio le figure qui rappresentate. Il pellegrino che qui entrava vedeva raffigurato il suo percorso di fede e invogliato a purificare lo spirito nella grazia che lo preparava a contemplare la Gerusalemme Celeste  affrescata a S.Pietro.
La decorazione dell'edificio è stata poi integrata nel tempo con altre opere: nella navata della chiesa c'è un interessante affresco del XV sec. raffigurante la Madonna in trono con Gesù Bambino;mentre gli affreschi settecenteschi sulle volte rappresentano la gloria di S. Calocero, la gloria di S. Pietro e una lacunosa apparizione della Trinità forse ai Santi Vito, Modesto e Crescenzia.

cripta

La cripta è stata costruita alzando il presbiterio.
E' divisa in tre navate uguali da sette colonne su due file, la copertura è a volta a crociera con le vele affrescate.
I muri laterali sono divisi in sette spazi simili a nicchie ove sono affrescati : sul lato sinistro i santi Carlo, Benedetto, Gregorio, Pietro martire, Calocero, Barnaba, Pietro, mentre sul lato destro le sante Maria di Magdala, Ursula , Barbara, Apollonia. Su questo lato mancano due nicchie la prima e l' ultima trasformate in porte.
Gli affreschi sono del 1600, tranne il S.Pietro apostolo che è più antico
Nella volta sopra l'altare è stata scoperta la sinopia di un perduto affresco raffigurante nel mezzo l'agnello immolato circondato dai quattro evangelisti, rappresentati con corpo umano e teste del simbolo a loro riferito: Giovanni , aquila; Luca, il bue; Marco, il leone; Matteo, l'angelo.
I recenti restauri (2008)hanno evidenziato resti di antiche murature.


chiostro

Risale al 1600, di forma quadrata con lati di 24 metri , a doppio ordine di colonne, ventotto al piano terra  e altrettante ma più piccole al primo piano. Nel centro del chiostro à collocato il pozzo rotondo di granito sormontato da una tettoia di legno  col rullo per avvolgere la corda del secchio                                                            

piazza

Sulla piazza si aprono gli antichi ingressi del monastero e della foresteria mentre a ovest sorge un arco imponente sovrastato dal simbolo dell'ordine olivetano ( sec. XVII ).
Anticamente c'era una torre di guardia che fino a pochi anni fa dava il nome alla piazza ( pz. Torricella )
La facciata della chiesa presenta un piccolo protiro e si notano gli archetti ciechi che seguono le falde della copertura.


museo virtuale del romanico

Recentemente sono stati riadattati alcuni locali che ospitano ora il museo virtuale del romanico dove si possono consultare  copie fotostatiche di manoscritti appartenenti al monastero,intraprendere viaggi virtuali nella storia del monastero e del monachesimo, scoprire angoli di gioco-studio per piccoli scolari.
Per informazioni vedere alla pagina Links
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